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Il testamento dell'uro
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Hochet, Stéphanie

Il testamento dell'uro

Voland, 2019

Abstract: Una giovane scrittrice accetta di andare a presentare i suoi libri a un festival letterario nel sud della Francia, dove incontra una serie di bizzarri personaggi. L’atmosfera vagamente inquietante del paese si coagula soprattutto attorno a Vincent Charnot, il sindaco, che si rivela una sorta di guru, un visionario intenzionato a lasciare un segno alla posterità dedicandosi a progetti culturali trasgressivi. A questo scopo offre alla scrittrice un incarico a dir poco strano: redigere la “biografia” di una specie estinta da secoli, l’uro, l’animale preistorico che aveva affascinato persino i nazisti, al punto da spingerli a tentare di riportarlo in vita. Convinta dall’abile e carismatico sindaco e dagli esemplari di uro che le è stato permesso di vedere in segreto, la donna inizia a scrivere, trovandosi ben presto coinvolta in una cospirazione che si tinge sempre più di nero.

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Quello che sembra essere un incipit innocuo, con personaggi e circostanze comuni e narrativamente poco avvincenti, in poco tempo (e cogliendo del tutto alla sprovvista) si rivela invece per quello che in realtà è: uno scenario dalle tinte inquietanti, oscure, quasi claustrofobiche, dove vengono messi in scena veri e propri sequestri di persona mascherati dietro sorrisi sardonici e falsi, progetti malefici e foschi.
La protagonista, una giovane scrittrice di Parigi, viene così condotta in una spirale di eventi grotteschi, e verso un finale assolutamente inaspettato, che ricorda quelli dei romanzi di Amélie Nothomb.
Non è forse un caso che Stephanie Hochet (autrice de "Il testamento dell'uro) apparve in un suo libro sotto lo pseudonimo di Petronille Fanto, nell'omonimo romanzo "Petronille".

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